Scegliere un asilo nido a Roma

Valutare un asilo nido a Roma non è cosa facile!

Abbiamo pensato di proporre questo argomento proprio perché argomento scomodo, infatti, non sempre le disposizioni di legge in proposito sono chiarissime ed esistono interpretazioni molto suggestive della norma in materia che inducono in confusione i genitori che cercano di capire bene a chi stanno affidando i loro figli.
Abbiamo tentato di sintetizzare gli elementi necessari a capire ma, sia chiaro, non sufficienti a decidere in quanto alla fine voi affiderete i vostri bimbi a delle persone ed è in loro che porrete la vostra fiducia. Vediamo qualche utile suggerimento per una rapida valutazione. Di minimo sarà necessaria una visita accurata per valutare:

  • le condizioni igienico sanitarie degli spazi;
  • il livello di sicurezza esistente;
  • il genere di autorizzazioni di cui la struttura è in possesso.

Abbiamo tentato di riassumere gli elementi necessari

Potreste trovare autorizzazioni diverse come il baby parking e ludoteche che non prevedono la somministrazione dei pasti giornalieri e la sosta del bambino è consentita per sole cinque ore oppure altri tipi di autorizzazioni più fantasiose…. Ovviamente in questi casi le specifiche della struttura e le dotazioni obbligatorie sono molto meno stringenti. Chiedete di visionare l’ autorizzazione formale del municipio. Vi deve essere mostrata una chiara e specifica autorizzazione per asilo nido. Se trovate difficoltà nel visionarle……lascio a voi il giudizio!!
Non dimenticate che state affidando vostro figlio!

La migliore è sicuramente il piano terra con annessi spazi all’aperto. Si vedono strutture poste al primo piano od anche disposte su più piani. I vostri figli fanno gia le scale a nove mesi?..Se scoppia un incendio chi provvederà a far uscire i bimbi lungo le scale?

E’ curato e ben pulito?
Esistono piante ed arbusti pericolosi per gli occhi?
Siate molto severi su queste valutazioni , i bambini sono imprevedibili e pieni di innata curiosità!

Dovrebbero essere almeno 4 ma vanno bene anche tre:

  • il bagno per la cuoca
  • il bagno separato per le insegnanti
  • il bagno del pediatra (spesso si può tollerare che sia in comune con quello delle insengnanti)
  • Naturalmente quello per i piccoli che dovrà comprendere
  • un lavello altezza bimbi perché inizino ad usare in modo autonomo il rubinetto per lavarsi le mani
  • un lavello ad uso specifico per il bidet ovvero il lava culetti
  • naturalmente tazze nane
  • un comodo fasciatoio imbottito ed attrezzato con il rotolo di carta usa e getta tipo lettino medico
  • le mattonelle in ceramica dovrebbero rivestire almeno i tre quarti delle pareti
  • i pavimenti devono essere antiscivolo classe A10 con zoccoli arrotondati
    deve essere garantito un sistema efficace di ricambio aria: finestra o estrattore di adeguata potenza

Spesso i bimbi gattonano e numerose altre volte si sdraiano a terra finendo con le labbra sul pavimento:

  • che tipo di pavimento esiste?
  • come viene pulito e igienizzato?

Quando l’igiene degli ambienti è un requisito fondamentale, una pavimentazione in gomma , con una superficie compatta ed ermetica, si rivela la soluzione ideale non a caso viene usata nei reparti pediatria degli ospedali e nelle sale operatorie.
Tale situazione garantisce inoltre buone caratteristiche antitrauma : il classico piccolo bernoccolo viene di molto attenuato. Il marmo o le maioliche ed il parquet stanno bene nei nostri salotti ma non sono la giusta soluzione per le strutture dedicate ai bimbi.

L’aspetto cromatico è un altro punto importante: è chiaro a tutti che il nido rappresenta la prima esperienza dei nostri bimbi al di fuori del loro ambiente ovvero la casa di mamma e papà ed è importante minimizzare per quanto possibile il primo trauma dovuto al cambiamento; ed è per questa ragione che si suggeriscono colori il più possibile vicini a quelli che il bimbo vede nella quotidianità della propria vita casalinga.
Analizzate bene l’ambiente:

  • Quanti di noi in casa hanno pareti rosso fuoco o giallo o verde prato?????
  • Perché mai dovremmo immergere nostro figlio in questi improbabili ammassi di realtà cromatiche?
  • Quale sarà la sua reazione di fronte a questa esperienza perlomeno irritante?

L’ambiente dovrebbe offrire una varietà di sensazioni: consistenza, suono, luce, colore che stimolino e diano ispirazione ai bambini, abbastanza vario da proporre spazi raccolti e tranquilli per il ritiro e la sensazione di sicurezza, così come luoghi aperti e socializzanti per le attività di gruppo e un’eccitante spazio all’aperto per la libertà di movimento e l’attività fisica.

  1. La luce esterna naturale, deve essere sufficiente perchè oltre tutto da la consapevolezza dello scorrere del tempo del variare delle stagioni
  2. La luce interna artificiale può essere la giusta integrazione ma l’impianti al neon deve essere ben realizzato con la giusta temperatura colore
  3. Almeno nelle ore diurne deve esserci una luce esterna sufficiente, non è bello far crescere i bimbi al neon anche se, con un impianto ben fatto, ovvero con lampade alla giusta temperatura colore non esistono problemi
  4. Una corretta areazione è non solo auspicabile ma obbligatoria, valutate quindi il numero e la posizione delle finestre
  5. Esiste un spazio all’aperto attrezzato con giochi che garantiscano la sicurezza del bambino?
  6. Esistono giochi acquatici per i mesi estivi?

Qui arriviamo al punto più sensibile dove la vostra attenzione dovrebbere essere massima, non a caso le ASL sono molto esigenti su questo argomento:

  • tutte le apparecchiature devono essere di acciaio inox e progettate per uso professionale
  • i lavelli, con funzionamento a pedale, devono essere almeno 4:
    1. il lavamani per chi opera in cucina
    2. Il lavello per il risciaquo delle stoviglie munito di doccione
    3. il lavello per la pulizia delle verdure
    4. il lavello per la pulizia delle carni
  • i frigoriferi e la dispensa devono essere in un locale assolutamente separato dalla cucina perchè si deve evitare ogni rischio di contaminazione
  • i frigoriferi devono essere in acciaio sia all’esterno che all’ interno ed in numero di almeno 3 : uno per frutta e verdura, uno per la carne ed uno per i latticini. Tutti devono essere forniti di termometro esterno (possibilmente digitale perchè di più facile e precisa lettura) ed uno interno; questo perchè devono funzionare a temperature diverse e la variazione di queste deve essere immediatamente individuata per evitare pericolosi riscaldamenti dei cibi.
  • diamo uno sguardo dentro i frigoriferi e la dispensa: Cosa c’è? Come è conservato? Quale è il livello d’ igiene? Quello che vedete è presumibilmente quello che vostro figlio mangerà
  • qual è il nome della società che effettua il controllo HCCP garantendo nel corso dell’anno, con più sopralluoghi ed analisi chimiche, che siano rispettate le norme igieniche di legge? Normalmente negli esercizi pubblici viene esposto un cartello con tali indicazioni.

È pubblico? È sottoscritto ed approvato da un pediatra? Se non esiste il pediatra del nido chi è responsabile del menu? La cuoca o chi??

  1. Esiste un impianto antincendio?
  2. E’ presente un estintore in cucina?
  3. E’ presente una copertina ignifuga?
  4. Le uscite di sicurezza ci sono e sono fornite di maniglione antipanico??
  5. In caso di mancanza di energia elettrica ci devono essere un numero sufficiente per ogni locale di luci d’emergenza autoalimentate in tampone che garantiscano una buona illuminazione
  6. Gli spigoli vivi dei muri o dei mobili sono protetti con materiale morbido (paraspigoli)?
  7. Esiste un buon quadro elettrico con almeno tre interrutori magneto termici (quelli che comunemente chiamiamo salvavita)?
    • uno centralizzato
    • uno per la forza motrice (le prese)
    • uno per l’illuminazione

Non dimentichiamoci che lo sport preferito dei piccoli è l’esplorazione e le prese elettriche sono tra le prime ad essere scoperte.

E’ auspicabile avere la disponibilità anche saltuaria del pediatra e dello psicologo con i quali condividere le proprie problematiche e ricevere le prime linee guida.
Essere genitori non è qualcosa che si improvvisa!